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Valle d Aosta



Storia. La popolazione ligure - gallica dei Salassi, fu invasa nel I secolo a.C. dai Romani, che ricordiamo, perchè hanno dato alla regione un importante ruolo strategico - militare; ancora oggi si possono vedere le mura di cinta di Aosta, cioè l'antica Augusta Praetoria, fondata nel 25 a.C. e si possono vedere anche numerosi tratti di strada e strutture difenive che si trovano nelle valli. Dopo le invasioni barbariche che avvennero nel 774, la Valle d'Aosta venne a fare parte dell'impero di Carlo Magno. Intorno al 900 fu ammessa al ducato di Borgogna e poi fu data ai vescovi locali, finchè diventò una parte del feudo dei canti di Savoia (XIV secolo). Durante il periodo di Napoleone l'area della Valle d'Aosta fu unita alla Francia (con il Piemonte).
La valle entrò a far parte dell'Italia quando i Savoia diventarono re del nuovo stato. Alla fine dell'Ottocento la Valle d'Aosta aveva già un turismo molto numeroso. Le persone vennero attratte da elementi naturali di grande pregio, come ad esempio le montagne dove si sviluppò lo sport dell'alpinismo, dai monumenti antichi e dalle terme.
Geografia. A nord, ovest e sud, la Valle d'Aosta è circondata dalle Alpi Pennine e Graie, dove si trovano le cime più elevate di tutta la catena alpina. Le cime maggiori delle Alpi Pennine sono il Cervino (4478 m) e il Monte Rosa (4634 m). Fanno parte delle Alpi Graie i gruppi del Gran Paradiso (4061 m) e del Monte Bianco, che con i suoi 4810 m è la montagna più alta d'Europa (la sua vetta si trova in territorio francese, a poche decine di metri dal confine). Le valli minori, incassate fra le montagne, sono state profondamente incise dai fiumi che confluiscono nella Dora Baltea. Le principali valli laterali sono quella del Gran San Bernardo, la Valtournenche e la Valle di Gressoney; la Valgrisenche e la Val di Cogne. Numerosi, ad alta quota, sono i ghiacciai (circa 200) e i piccoli laghi di origine glaciale. I due valichi naturali più importanti sono il Piccolo San Bernardo (2188 m), sul confine francese, e il Gran San Bernardo (2473 m), sul confine svizzero.
La Valle d'Aosta presenta alcuni paesaggi e ambienti di montagna ancora parzialmente intatti: quasi il 20 % della regione è occupato infatti ddal Parco Nazionale del Gran Paradiso (che si estende anche nella valle dell'Orco, in Piemonte); il parco, istituito nel 1922 ospita numerosi stambecchi, camosci e marmotte, oltre a numerose altre specie di fauna e flora alpina. Lo sviluppo dell'industria e l'espansione del turismo anche ad alta quota rischiano tuttavia di compromettere il delicato equilibrio ambientale.
Clima. Il clima è alpino: rigido in inverno e fresco in estate; nel fondovalle principale può fare tuttavia piuttosto caldo, poichè le alte montagne intorno riflettono il colore e limitano la circolazione dei venti. Le precipitazioni sono più frequenti in primavera e in autunno; le nevicate sono abbondanti sia sulle vette sia nei fondovalle laterali.
Economia. La Valle d'Aosta è una delle regioni più ricche dItalia. I vantaggi particolari che derivano dalla Valle d'Aosta sono l'amministrazione regionale; i Valdostani hanno delle agevolazioni doganali sul caffè, sullo zucchero e sulla benzina. Di queste agevolazioni la regione si è servita per migliorare lo sviluppo delle attività produttive e dei servizi sociali.
Le tradizionali attività, vale a dire l'allevamento di bovini e una stentata agricoltura di autosostentamento per le famiglie dei contadini, praticata solo sullo 0,5 %del territorio, hanno ormai un'importanza molto modesta. I centri di alta montagna vedono invece un crescente sviluppo dovuto al turismo e agli sport della neve e proprio al turismo settore in continua espansione.
L'attività agricola produce soprattutto per l'allevamento dei bovini: la principale produzione é infatti quella di foraggio e la maggior parte della superficie coltivata è occupata da prati; modeste sono le produzioni di patate e di cereali. Nei versanti soleggiati e più bassi della valle si estendono vigneti che producono uve usate per la produzione di vini molto pregiati.. Molto importante è anche la produzione di formaggi tra cui quello più famoso è la fontina.
I giacimenti minerali della Valle d'Aosta sono esauriti o inattivi ma la regione può contare sul suo potenziale idroelettrico. Circa i tre quarti dell'energia prodotta viene esportata in Piemonte e la rimanente basta ad alimentare le industrie tra cui prevalgono quelle metallurgiche e chimiche. Fiorente è anche l'artigianato attivo specialmente nei settori della lavorazione artistica del legno (tipiche le grolle), della fabbricazioni di mobili rustici e del ricamo dei pizzi a tombolo.
Il turismo rappresenta la principale fonte di reddito dell'intera regione ed esso è soprattutto di tipo invernale. Impianti di risalita portano gli sciatori sino a quote molto elevate dove la neve presenta le condizioni migliori.. La Valle d'Aosta è famosa anche per i suoi castelli medievali e per le grandi rovine romane.
Servizi. Poco meno del 70 % del reddito totale della regione proviene dal settore terziario, che occupa il 66 % della popolazione attiva. Il commercio. i trasporti e le comunicazioni sono in gran parte legati al grande sviluppo del turismo, che è la principale risorsa economica della regione. Il turismo. Ogni anno centinaia di migliaia sono i visitatori italiani e stranieri che vanno in Valle d'Aosta, attratti dalle bellezze dei paesaggi alpini, dall'organizzazione alberghiera e dalle ottime attrezzature sportive invernali. Le località sciistiche sono riunite in comprensori: il principale è quello del Monte Rosa (Breuil - Cervinia e Valtournenche, Champoluc e Gressoney). L'espansione del turismo ha determinato lo sviluppo dell'ambiente. Purtroppo però la speculazione edilizia nei centri sciistici, ha sconvolto l'ambiente e ha inquinato il paesaggio. Altri gravi danni si sono formati dalla costruzione di nuove strade di grande traffico, che hanno fatto salire oltre i livelli accettabili l'inquinamento dell'aria. Il sistema dei trasporti. lo sviluppo della rete stradale ha prodotto un notevole incrimento del trasporto in macchina, a tutto svantaggio, però del traffico ferroviario; l'unica linea ferroviaria della regione è infatti quella che, provenendo da Torino, percorre il fondovalle fino a Pre'- Saint - Didier. Molto estesa, nei comprensori sciistici, è la rete di seggiovie e funivie.
Agricoltura. Il settore primario occupa quasi il 10 % delle forze di lavoro, ma fornisce solo poco più del 2 % del reddito regionale. Le aree utili sono infatti molto scarse: è coltivabile appena il 5 % del territorio, mentre il 60 % è coperto da boschi e pascoli di difficile accesso e un altro 20 % è costituito da rocce e ghiacci. Le produzioni principali sono quelle di foraggio per il bestiame, cereali, patate, frutta e alcuni vini pregiati. Importante è l'allevamento bovino, a cui è legata un'industria cesearia di alta qualità (burro e formaggi, in particolare la fontina). Pur avendo importanza economica modesta, l'agricoltura viene sostenuta finanziariamente dalla Regione per i notevoli benefici che essa apporta alla salvaguardia del territorio, in un ambiente così difficile e fragile come quello alpino.
Industria. Il settore secondario occupa il 24 % delle forze di lavoro e fornisce poco più del 28 % del reddito regionale. I maggiori stabilimenti industriali della Valle d'Aosta, vennero costruiti per sfruttare le risorse minerali (ferro e carbone) e insieme le disponibilità di energia idroelettrica. La fine delle miniere ha messo in difficoltà molti di questi impianti (in particolare quelli metallurgici) a causa della distanza delle fonti di rifornimento delle materie prime. Migliore è la situazione dei settori in cui operano piccole e medie imprese (alimentare, lavorazione del legno, oggetti di artigianato). Sempre molto attivio è il settore idroelettrico (con grandi centrali come quelle di Valpelline e Nus) che esporta in Piemonte gran parte dell'energia elettrica prodotta.
Le comunicazioni. La Valle d'Aosta è percorsa per un lungo tratto dall'autostrada che sale da Ivrea fino ad Aosta; da qui si diramano le strade che portano in Svizzera (attraverso il valico e il traforo del gran San Bernardo, aperto nel 1958) e in Francia (attraverso il valico del Piccolo San Bernardo e il traforo del Monte Bianco, aperto nel 1965). La regione non è percorsa da linee ferroviarie internazionali.
Gastronomia. Tre sono le basi della gastronomia valdostana: le souppe (zuppe di pane di segale affettato e imbevuto di brodo, cui si aggiunge la fontina a tocchetti), la selvaggina (galli di montagna, lepri, pernici, porcospini, e soprattutto marmotte, stambecchi e camosci) e i latticini.
Tra le preparazioni più celebri a base di selvaggina sono la motzetta o mocetta (carne di stambecco tenuta in salamoia con spezie e aromi) e la marmotta arrosto o in civet. La carne bovina è alla base di un altro piatto caratteristico: la carbonnade preparata con carne di bue salata, molta cipolla tritata e vino rosso. Latte, burro e formaggio della Valle d'Aosta sono celebri per la loro qualità. Assai conosciuta è la fontina, fresca e dolce oppure stagionata e lievemente amarognola. I vini non sono molti ma quasi tutti molto pregiati. Nella Valle d'Aosta si produce un'ottima grappa e un liquore a base di erbe alpine assai famoso: il Genepy.
Folclore. I costumi non sono mai stati abbandonati e ora sono sempre più in ripresa a causa dell'aumentare dell'attività turistica. Perdurano i ritualismi della benedizione delle mandrie, la proclamazione della regina delle mucche, i fuochi di S. Giovanni. Quasi in disuso è l'abitudine di regolare culle alle spose o di far loro scopare la casa nel giorno delle nozze; solo in poche zone resiste l'uso di mangiare d'inverno la souppe di pane e formaggio pecorino in brodo di pecora, capra o camoscio. Fra gli oggetti folcloristici è molto conosciuta la grolla, coppa in legno di pero o di melo, usata per bere il vino tra amici.