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I Nuraghi in Sardegna
I nuraghi sono torri di pietra a pianta circolare che si restringono verso l'alto, a tronco di cono, costruite con pietre grezze incastrate fra loro senza uso di argilla, calce o altri leganti.
I costruttori sagomavano le pietre affinchè legassero meglio fra loro. Il nome nuraghe significa torre cava e deriva da un'antica radice 'nur'. A volte nell'ingresso della torre al di sopra dell'architrave c'era una finestra che serviva sia a far entrare luce nella torre, sia ad alleggerire il peso scaricandolo sulle spalle della torre invece che sull'architrave. Sul punto più alto del nuraghe c'era una terrazza che serviva sia x sorvegliare, sia x difendersi scagliando proiettili.
Sono rimasti in Sardegna circa 7000 nuraghi, ci sono quelli semplici formati da una torre con una sola grande stanza interna e ci sono anche i nuraghi più complessi formati da torri aggiunte ad una torre centrale con molte stanze, corridoi, scale interne e circondate dai resti di abitazioni. In questi casi il nuraghe è una vera e propria fortezza posta al centro e a protezione di un villaggio.
L'esempio più conosciuto è quello di Barumini, uno splendido complesso monumentale, situato su una collina che domina pianura circostante. Altri esempi di complessi nuragici sono il nuraghe di Sant' Antine di torralba, il nuraghe di Losa presso Abbasanta il nuraghe Palmavera presso Alghero e i nuraghi di Dorgali in località Serra-Orrios
Notizie sull' organizzazione politica e sociale dall'osservazione dei nuraghi e dei villaggi, dai bronzetti, mini sculture in bronzo, offerti in voto alle divinità, che ritraevano prevalentemente guerrieri armati ma anche donne, sacerdoti, pastori, contadini, artigiani. La società nuragica appare divisa in classi sociali: il Re con potere politico, religioso, militare e giudizioso. I nobili erano latifondisti e guerrieri. I sacerdoti che svolgevano le pratiche del culto e forse anche quelle legate alla medicina ed alla magia. La plebe era costituita da agricoltori, pastori, piccoli artigiani. Il nucleo fondamentale della società nuragica è la famiglia, dominata dalla figura del padre; un insieme di famiglia formava il 'clan', diversi clan costituivano la tribù. La società nuragica era una società pastorale e guerriera, militarmente organizzata, anche se non riuscì ad espandere il suo dominio fuori dai confini dell'isola. La civiltà nuragica pur ignorando la scrittura, fu una grande e bella civiltà. Religione. Anche la religione dei nuragici era politeista e naturalistica. I nuragici continuarono a seppellire i defunti in grotte naturali, nelle domus de Janas, e nei dolmen, soprattutto quelli appartenenti alle classi più povere. Per chi proveniva dai ceti più elevati si usò 'la tomba dei giganti' tipo di sepoltura derivato dal dolmen, da un lungo corridoio coperto da lastre di pietra e caratterizzato nella parte anteriore da una grande lastra di pietra lavorata e decorata, alta fino a 3 metri. E le tombe dei giganti erano sepolture collettive che contenevano fino a 200 scheletri. Hai lati c'erano i dettili, pietre che proteggevano i defunti. Dagli antichi scrittori, sappiamo che sui sedili dormiva chi desiderava chiedere ai morti consiglio, protezione e forza. L'edificio che meglio caratterizza la religione dell'età nuragica il pozzo sacro, dove si venerava l'acqua, la nuova divinità dei Sardi. Il tempio a pozzo è semplice: da un ingresso livello del suolo una scalinata rettilinea che conduce alla camera sotterranea al cui centro si apre il pozzo sacro. Quando si verificava un delitto contro la proprietà (nel caso della società nuragica prevalentemente pastorale, non poteva trattarsi che abigeato), l'indiziato veniva condotto nel pozzo sacro perché affrontasse il giudizio dell'acqua. I suoi occhi dopo essere stati toccati dall'acqua potevano rinvigorirsi o spegnersi. In questo caso l'accusato veniva riconosciuto colpevole. Legato alla religione era anche la magia che spesso veniva fusa e confusa la medicina: alcuni scrittori Greci e Romani affermano l'esistenza in Sardegna di formidabili 'guaritrici'. Arte. I sardi furono bravi costruttori, infatti la più importante manifestazione del'arte nuragica è l'archittettura, costituita dai nuraghi, templi, e tombe dei giganti. Non abbiamo opere di pittura e anche per avere ceramiche decorate si deve arrivare al pieno sviluppo della civiltà nuragica. Gli esempi più carateristici della scultura sono i bronzetti, sculture in bronzo che raramente superavano i 30 cm. Sono preziosi documenti sulla vita del tempo e hanno anche un valore artistico: non si raffiguravano dei simboli ma l'uomo visto nella realtà di tutti i giorni. Ritraevano guerrieri armati, donne, sacerdoti, pastori, contadini, artigiani ed erano offerti in voto alla divinità. I bronzetti furono eseguiti tra l'ottavo e il terzo secolo a.C. da artigiani che avevano la bottega nel villaggio e accanto ai templi dove la gente affluiva nei giorni di festa o di mercato. Per maggiori informazioni: Nuraghi su Wikipedia. |
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