Puglia
Storia
Età preistoriche. Con il termine preistoria si intende quel periodo precedente alla scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento, in cui non venivano neanche costruiti strumenti in pietra e metallo.
Nel Paleolitico gli uomini erano pochi. La loro esistenza dipendeva dall'ambiente fisico, che dava loro cibo e riparo, ma anche i primi rudimentali arnesi ( pietre, legna, ossa).
Erano nomadi, si spostavano continuamente alla ricerca di acqua e cibo.
Con acquisizioni culturali e trasmissione culturale, riuscirono ad adattarsi agli ambienti fisici più diversi, successivamente modificandolo per adattarlo ai propri bisogni.
I cambiamenti dell'ambiente fisico ai quali adattarsi furono molti nella preistoria, come per esempio mutamenti climatici, con periodi più freddi e umidi, che provocarono cambiamenti anche nella flora e nella fauna.
Gli uomini si iniziarono ad adattare costruendo strumenti, scheggiando pietre e insegnando alla prole come fare.
La vera conquista fu però l'allevamento e soprattutto l'agricoltura. Sostituirono così la vegetazione spontanea con quella coltivata, modificando sensibilmente l'ambiente. Dall'essere nomadi divennero sedentari e formarono i primi villaggi localizzati lì dove le condizioni erano più favorevoli. La popolazione aumentò sensibilmente.
Si succedettero poi l'età del rame, bronzo e infine ferro, in cui gli uomini impararono a utilizzare e modellare questi metalli. Con l'ultima età ci si può basare su documenti scritti.
I greci iniziarono le prime migrazioni, con i loro coloni, nel 700 a.c. la colonizzazione greca portò alla fondazione di Taranto, che ben presto assunse notevole importanza. Per sconfiggere i messapi, i tarantino si allearono con Peucezi e dauni, imponendo la loro supremazia sui messapi. Questi col tempo si grecizzarono, assimilandone la cultura.
Taranto divenne un centro molto importante diffondendo la sua supremazia sia sul territorio che sul mare. La presenza e influenza greca fu così forte da assumenre il nome di Magna grecia.
Roma nella sua espansione verso sud inevitabilmente si dovette scontrare con Taranto, che si era alleato con Pirro, re dell'epiro. Questi nonostante l'utilizzo degli elefanti da guerra ne usci sconfitto. Taranto con tutta la Puglia divenne così provincia romana e lo restò per 750 anni.
Sotto l'amministrazione romana si vissero anni di pace, in cui la popolazione si dedicava a caccia pesca e agricoltura. Inoltre ci furono molte opere edili quali porti, strade, monumenti vari.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, 476 dc, ci fu l'invasione di goti e bizantini che con giustiniano riunirono l'impero, a prezzo di grandi devastazioni.
L'indebolimento dovuto a queste devastazioni furono i longobardi ad approfittarne, che estesero piano piano il loro dominio sulla Puglia, ricacciando i bizantini nel salento.
A questi si aggiunsero le scorrerie dei saraceni, pirati musulmani provenienti da siria e egitto.
Territorio
Osservando la regione da un satellite, essa è facilmente individuabile ed occupa circa il 6.5% della superfice italiana.
La sua forma è stretta e allungata, caratterizzata dallo 'sperone dello stivale d'Italia', cioè il Gargano, e il tacco, cioè la penisola salentina.
Dall'estremità nord-occidentale (confine col Molise), al Capo di S.M.di Leuca, misura 360 Km, quindi è una regione allungata.
Nessun punto poi dista dal mare più di 75 Km. La larghezza media della regione è infatti 50-60 Km.
La Calabria ha un forte sviluppo costiero. Escludendo le maggiori isole italiane, Sicilia e Sardegna, la Puglia è la regione più marittima.
La vicinanza del mare è un fattore positivo, in quanto ha influenzato il clima, rendendolo più mite, da lavoro a pescatori, facilita trasporti e comunicazioni, attira numerosi turisti.
Il territorio pugliese sembra piatto, ma attentamente osservato nota anche colline e montagne.
Comunque in linee generali, la nostra regione è la più pianeggiante del Mezzogiorno e una delle più pianeggianti d'Italia. È inferiore solo al Veneto.
Oltre che tramite le province che la compongono possiamo suddividere il territorio della regione secondo caratteristiche non ufficiali, che spesso rappresentano un'eredità della nostra storia, o che poggiano su caratteristiche fisiche o umane del territorio. Non sempre vi è accordo sui limiti e sui nomi di queste subregioni. Tali subregioni si differenziano per il paesaggio e per le caratteristiche della popolazione.
Comunque in Puglia possiamo individuare:
- Il Gargano, costituto da un massiccio promontorio montuoso
- Il Subappennino Dauno, caratterizzato da colline e basse montagne
- Il tavoliere di Foggia, caratterizzato da una pianura
- Le Murge alte, zona interna ed elevata che è compresa nella provincia di Taranto e di Bari
- La cimosa Litoranea, una stretta striscia costiera, densa di popolazione e di attività economiche, che si estende in tutta la provincia di Bari e Brindisi
- La Premurgia, zona di transizione tra Cimosa Litoranea e Murge alte
- La Murgia dei Trulli, caratterizzata dalla presenza dei trulli
- L'Anfiteatro tarantino, un arco di colline, solcato da molte gravine
- Il salento delle murge, zona in cui la penisola salentina arriva nell'area murgiana
- Il tavoliere talentino, area pianeggiante nella parte centrale della penisola salentina
- Il salento delle serre, nella parte estrema della Penisola salentina, caratterizzato dalle serre, basse colline che ricordano in piccolo le Murge. Esse non superano i 200 mt, ma in una regione pianeggiante come la Puglia anche modeste ondulazioni assumono l'importanza di colline
Dal punto di vista geologico la nostra regione è giovane. Essa si è formata gradatamente, tant'è che in un lontano passato le zone pianeggianti non erano presenti. Vediamo perché.
La crosta terrestre è costituita da rocce. Col termine rocce, solitamente si pensa a un materiale duro e compatto, ma non sempre è così.
Anche sabbia e argilla sono rocce. Esse non sempre sono a noi visibili, spesso sono coperte da uno strato di suolo, il terreno agrario, in cui le piante affondano le loro radici, traendone nutrimento. Suolo che comunque rappresenta una trasformazione delle rocce.
Tempo e clima
Il clima pugliese è mediterraneo, quindi abbastanza mite: estati calde e poco piovose, inverni poco freddi e piovosi.
Le temperature più alte, 17°C, si registrano nelle zone bagnate dal Mar Ionio, cioè Tarano r parte del Salento meridionale, quelle più basse nell'area interna del Gargano.
Il clima è poi influenzato dalla vicinanza o lontananza dal mare e dall'altitudine.
Le temperature tendono a diminuire con l'aumentare della quota (altitudine).
Nelle zone costiere, mitigate dal mare, i valori non sono mai inferiori a 5°C, valori che si abbassano procedendo verso le zone interne.
Leggendo la cartina si può notare che i valori più alti si verificano nelle zone intere. Questo perche il mare influisce sulle temperature, mitigandole.
Le zone costiere saranno così meno fredde d'inverno e meno calde d'estate. Nelle zone più interne, dove non giunge questa azione mitigatrice del mare, si avra un freddo maggiore d'inverno e più caldo d'estate: si parla così di continentalità.
Solo nelle zone più elevate il fattore altitudine, prenda il sopravvento sul fattore continentale, portando a una diminuzione delle temperature sia in estate che in inverno.
Facendo riferimento alle precipitazioni, in Puglia cadono in media 700 mm di pioggia all'anno. Questo è un valore medio, che varia sia dalle diverse zone che dai mesi considerati.
Fiumi e Laghi
I corsi d'acqua nascono da ghiacciai o sorgenti. In Puglia però non vi sono ghiacciai, data l'esiguità delle montagne. Le sorgenti se ne trovano poche nell'interno, mentre sono frequenti le sorgenti sotterranee.
La conseguenza è che la regione ha pochi corsi d'acqua, la cui portata è alimentata in prevalenza da piogge.
Queste però non sono regolari, così accade che in estate, stagione in cui piove poco, i fiumiciattoli si prosciughino, mentre in inverno, con le precipitazioni più intense e abbondanti i fiumi si gonfiano a volte straripando e inondando le campagne.
La natura calcarea del territorio, con la sua percolabilità, fa si che l'acqua piovana penetri nel sottosuolo, defluendo poi verso la costa in sorgenti sotterranee.
Nella Puglia accade così che ci sia un'idrogafia superficiale scarsa, mentre vi sia un'abbondante idrografia sotterranea.
I fiumi più importanti sono: il Fortore, che nasce fra Puglia e Campania, segna il confine col Molise, sfociando nel M. Adriatico, l'Ofanto che nasce anch'esso dalla Campania, segna il confine tra questa regione con la Basilicata e poi, in Puglia separa la provincia di Bari con quella di Foggia e sfocia nell'Adriatico e il fiume Bradano, quasi completamente lucano, che per qualche Km entra nella provincia di Taranto.
Questi fiumi hanno una portata molto bassa.
In provincia di Foggia ci sono poi alcuni torrenti come Candelabro, Cervaro e Carapelle.
Anche i laghi sono pochi e molti di essi sono in comunicazione col mare. In questo caso l'acqua non sarà dolce ma salmastra.
I laghi maggiori sono Lesina e Varano, in provincia di Foggia, sul Gargano.
Sempre in questa provincia vi erano altri due laghi, il Salso e il Salpi. Il primo è stato prosciugato e bonificato, mentre il secondo, dopo la bonifica, è diventato la Salina di Margherita di Savoia.
In provincia di Lecce vi sono poi i laghi Limini (grande e piccolo), presso Otranto.
Data l'importanza dei laghi (riserve importanti di acqua, per usi umani, per agricoltura e allevamento, ma anche per le attività industriali), l'uomo ha pensato di costruirne di artificiali, sbarrando con dighe i corsi dei fiumi.
In Puglia vi è il lago di Occhito.
La scarsità di acqua dolce è un grande problema per la Puglia. A questo problema si è ovviato attingendo dalle risorse della Basilicata.
Nell'1868 scuola è pensato di attingere dal campano fiume Sele. Nonostante gli elevati costi per l'opera, i lavori per l'Acquedotto pugliese iniziarono nel 1906 e solo nel 1925 l'acqua arrivò nei paesi della Puglia.
Il fiume si rivelò però insufficiente, così si è attinto da altre sorgenti e si sono creati nuovi laghi artificiali.
Popolazione
In Puglia risiedono ormai 4 milioni di persone. Tenendo conto sia del numero di abitanti che dell'estensione della superficie, è possibile calcolarne la densità (abitanti / superficie).
La densità è di 209 abitanti per Km quadrato.
Questo però è un valore medio. La popolazione non è infatti equamente distribuita sulla superficie. La distribuzione infatti dipende da vari fattori: attività industriali e commerciali, agricoltura più intensiva, zone pianeggianti sono fattori che contribuiscono a una maggiore densità di popolazione.
Aspetto economico
In Puglia le attività rurali hanno sempre avuto un ruolo di primaria importanza. Del resto il 20% della popolazione è impiegata nel settore primario (agricoltura, pesca, allevamento).
Oggi i raccolti producono un surplus alimentare, quindi superiore al bisogno della popolazione, destinato all'esportazione.
L'intenso sviluppo agricolo è stato favorito dai territori pianeggianti, dal clima favorevole, dall'esperienza degli agricoltori. Un fattore negativo è la scarsità delle precipitazioni, a cui si è ovviato coltivando piante resistenti alla siccità. Laddove è stato possibile ricorrere all'irrigazione, si sono introdotte colture pregiate, come gli ortaggi.
L'allevamento non è sviluppato quanto l'agricoltura. Vi è un discreto numero di ovini, caprini ed equini ( famosi l'asino di Martina e il cavallo murgese), ma pochi bovini e suini.
osservando la distribuzione di ovini , bovini e suini, questi sono presenti quasi ovunque, anche se distribuiti in maniera diversa.
Gli ovini sono presenti principalmente nelle Murge alte e nel gargano, mentre quello dei bovini è presente soprattutto nella murgia dei trulli, nella premurga e nelle murge alte e nell'anfiteatro tarantino.
Si nota inoltre che lo sviluppo degli ovini è correlato alle zone in cui vi sono i pascoli, quindi è un allevamento allo stato brado, mentre i bovini principalmente dove sono le colture foraggiere. Probabilmente questo perché, non essendoci montagne l'allevamento si concentra principalmente nelle stalle.
Per quanto riguarda il settore della pesca, l'Adriatico e lo Ionio non sono mari molto pescosi e l'inquinamento sta contraendo ancor di più la loro produttività.
Lo sviluppo delle zone costiere ha però fatto si che l'attività peschereccia abbia notevole importanza nell'economia pugliese.
Fra i centri più importanti ricordiamo Bari, Molfetta, Gallipoli e Taranto. Quest'ultima è anche famosa per la sua coltivazione di mitili.
Turismo
Il benessere registrato particolarmente nello scorso secolo ha portato a uno sviluppo delle attività turistiche. L'Italia è una nazione di forte attrattiva turistica sia per le sue bellezze naturali che culturali.
Il turismo balneare è quello maggiormente sviluppato in Puglia, data la bellezza delle coste. La maggioranza dei turisti spesso si ferma in alberghi, pensioni, locande, oppure strutture turistiche extra-alberghiere quali campeggi e villaggi turistici.
Mentre una massiccia presenza di alberghi non necessariamente è indice di ricettività turistica, perché alberghi e pensioni possono essere destinati ad accogliere anche coloro che viaggiano per lavoro, campeggi e villaggi lo sono.
La distribuzione di campeggi e villaggi turistici è sempre costiera e delinea molto la zona di gerarchia turistica balneare.
Meno squilibrata la distribuzione di alberghi e pensioni; è sempre possibile effettuare una prenotazione Hotel e Alberghi in Puglia in modo semplice e veloce.
Flora e Fauna
In un remoto passato il paesaggio della Puglia era molto diverso da quello attuale: folti boschi e molte specie di animali si trovavano in tutta la regione. La Puglia era conosciuta in passato come terra delle querce, data la massiccia presenza di queste latifoglie.
Con l'aumento degli uomini, aumentarono anche i loro bisogni alimentari: i boschi furono disboscati al fine di estendere i terreni coltivabili da destinare a colture alimentari di grano, legumi, ortaggi, frutta e altri prodotti.
Con l'aumento dei bisogni, l'uomo inizio ad adeguare sempre più il territorio alle sue necessita, umanizzandolo. Il paziente e continuo lavoro degli agricoltori ha fatto si che i grandi boschi e la vegetazione naturale del passato fossero confinati in piccole aree.
Attualmente la Puglia è la regione meno boscosa d'Italia.
Per quanto riguarda fauna gli animali selvatici sono ormai molto rari. Spesso preda degli uomini, si sono rifugiati in luoghi impervi e difficilmente raggiungibili, dove la vegetazione è principalmente spontanea.
Il cinghiale è quasi estinto, il lupo appare raramente sui monti della Daunia, mentre qualche capriolo è rimasto nella foresta umbra.
Più frequenti sono invece gli animali di piccola taglia come volpi, lepri, testuggini terrestri, lucertole ecc.
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