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Liguria



Storia. Gli insediamenti umani, in Liguria, risalgono a 30-40.000 anni fa. Nelle grotte di Balzi Rossi si sono ritrovati degli scheletri umani e delle sculture femminili tra le più importanti dell'arte del Paleolitico. Dal I millenio A.C., la regione fu abitata dai Liguri, un popolo marinaio, insediati in una zona molto vasta. I Liguri entrarono in contatto con le civiltà dei Greci e dei Fenici. Durante tutto il Medioevo il pericolo maggiore fu costituito dalle incursioni dei pirati saraceni e dei Normanni. Genova fu la principale città concorrente di Venezia e di Pisa nei traffici con l'Oriente. Dopo il Congresso di Vienna, nel 1815, la Liguria fu unita al Regno di Sardegna. Le zone interne della Liguria erano un tempo assai popolate;le condizioni di vita per i contadini,i boscaioli,i pastori,i carrettieri e gli artigiani erano però molto più dure. Quando,dalla seconda metà del secolo scorso,la ripresa dei traffici marittimi e l'avvio dell'industrializzazione e del turismo offrirono alla fascia costiera nuove e migliori occasioni di lavoro,ebbe inizio la discesa degli abitanti dell'interno verso il mare.Molti si fermarono nella località costiera all'imbocco della propria valle,altri si spinsero verso i maggiori centri regionali, specialmente Genova, Savona e La Spezia, altri ancora presero la via dell'emigrazione in paesi d'oltremare. Il risultato di questo processo fu lo svuotamento della zone di collina e di montagna; fanno eccezione solo i solchi vallivi alle spalle delle maggiori città portuali. Il porto di Genova viene da sempre considerato importante,questo per due fattori: sorge in una baia ben protetta e da sempre la Pianura Padana lo usava per ricevere le merci provenienti d'oltremare e per esportare i propri prodotti.
Popolazione. La Liguria è una regione densamente popolata.Su un territorio di 5.400 km quadrati risiede una popolazione di circa 1.668.896 abitanti,con una densità di 308 abitanti per km quadrato. La densità è una delle più alte d'Italia, superata solamente dalla Campania e dalla Lombardia. La popolazione è concentrata sulla costa,dove si registrano densità altissime,mentre l'entroterra è quasi spopolato o registra densità assai modeste(50-100 abitanti per km quadrato). La popolazione risulta comunque in diminuzione. Il territorio è caratterizzato da una netta frattura tra fascia urbanizzata costiera e zone rurali interne. I 73 comuni urbanizzati addensano sul 30% della superficie la quasi totalità della popolazione regionale: 1.500.000 abitanti. I 162 comuni collinari e montani hanno una popolazione residente di meno 170.000 abitanti.La fortissima denatalità,che determina una diminuzione di popolazione anche nella zona costiera (il comune di Genova è sceso da 817.000 abitanti nel 1971 a 660.000 nel 1994)sembra rendere inevitabile una 'desertificazione' degli spazi interni a cui sfuggiranno solamente le zone di fondovalle meglio collegate alla costa. Il regime demografico si caratterizza in termini di regressione e invecchiamento.Dal 1979 il numero dei morti supera quello dei nati di 10.000unità ogni anno.Il tasso di natalità è uno dei più bassi al mondo e il tasso di mortalità tra i più alti d' Europa. L'immigrazione è quasi cessata,ma per decenni è stata intensa.Continua l'afflusso di pensionati provenienti dall'area padana ,non pochi dei quali acquistano un alloggio in Riviera,dove è altissimo il numero delle seconde case.
Aspetto fisico-ambientale. La Liguria è una regione dell'Italia settentrionale; è si affaccia sul mar Ligure a sud e confina con la Francia a ovest, con il Piemonte a nord-ovest, con l'Emilia Romagna a nord-est e con la Toscana a est. Comprende quattro provincie: Genova ( capoluogo regionale), Imperia, La Spezia e Savona. Il nome della regione deriva dall'antico popolo dei liguri. La Liguria si estende per circa 5420 Kmq e ha una popolazione di 1.658.500 abitanti ed è tra le più piccole regioni d'Italia. Fisicamente è confina con il mar ligure a sud e con le Alpi Marittime e l'Appennino ligure a nord.
Il territorio della regione è composto dal 65% da montagne e il 35% da colline. Della Liguria fanno parte le Alpi Marittime nella parte occidentale al confine con la Francia. Il monte più elevato è il M. Saccarello (2.200 m). Importante anche il colle di Cadibona che divide le Alpi con gli Appennino Ligure che si estende per tutto l'arco centro-orientale del territorio regionale e presenta quote meno elevate, raggiungendo, al massimo, i 1.735 m del M. Penna. Numerose sono valli, piccole e strette, percorrono trasversalmente le catene alpine e appenniniche, rendendo possibili le comunicazioni stradali con i versanti opposti e con la Pianura Padana.
Il mare che bagna la Liguria è il Mar Ligure. Le coste della regione sono alte e rocciose. Il porto più importante è quello di Genova.
La limitata estensione del terrone non consente la formazione di grandi e lunghi fiumi impetuosi durante le piene primaverili o autunnali, quasi asciutti d'estate. Nascono in Liguria alcuni affluenti del Po tra cui: il Tanaro, il Trebbia (115 Km) e lo Scrivia.
La disposizione dei rilievi montuosi a protezione contro gli influssi continentali padani e il lungo sviluppo della fascia costiera sono i fattori principali che rendono particolarmente mite il clima di buona parte della Liguria. Sul versante meridionale le condizioni del clima sono praticamente mediterranee, con limitate escursioni termiche inverni dolci ed estati fresche e ventilate; nelle aree più elevate dell'interno e sul versante padano il clima assume caratteri sempre più continentali. Le precipitazioni vanno crescendo da ovest a est: negli alti bacini della Trebbia e dell'Aveto superano i 2000 mm annui, in alcuni settori perfino i 3000 mm.
La vegetazione della Liguria è molto varia. All'altitudine minore si estende la macchia mediterranea sempreverde, ricca di lecci, allori, oleandri, mirti, erica, rosmarino e ulivi, a cui si sono aggiunte specie esotiche subtropicali, come palme, cedri, araucarie, agavi e bougainvillee. Allontanandosi dalla costa, si trovano pinete e castagneti, che si spingono sino agli 800 m di quota; segue la fascia in cui cresce il faggio, che arriva sino ai 1.500 m; infine si trova il piano montano, con boschi di larici e abeti. L'area occupata dal bosco supera il 50% della superficie totale.
L' Arco Ligure è una striscia montuosa che si estende tra le Alpi, gli Appennini e il mare. Si nota subito che la Liguria è una regione tutta montuosa,con due versanti nettamente differenti:quello interno,che scende verso la pianura padana,poco ripido;il secondo più scosceso delimitato dal mare.Le uniche zone pianeggianti sono la piana di Albenga e la Piana del Magra. Le coste sono molto articolate,un continuo susseguirsi di baie, promontori e insenature, con la caratteristica di inabissarsi rapidamente.Infatti si trovano alte profondità anche a breve distanza dalla costa. Sono solitamente coste alte e rocciose,e si trovano spiagge sabbiose o sassose solo in corrispondenza delle pianure alluvionali o dove le rocce si sono disgregate per l'erosione delle onde.Il fatto che i monti in Liguria giungano praticamente fino al mare provoca due importanti fenomeni:
1)La costa si inabissa molto rapidamente
2)Lungo la costa c'à un'altissima concentrazione di abitanti,come si nota dal susseguirsi dei centri abitati,mentre l'interno è di gran lunga meno popolato.
Nel versante interno i corsi d'acqua scendono meno precipitosi e scorrono in valli relativamente lunghe prima di sboccare in pianura,mentre nel versante esterno i torrenti precipitano nel mare dopo un percorso molto breve.
La costa. La costa è ricca di promontori rocciosi e di insenature, con spiagge strette e ciotolose. Queste prevalgono nel tratto ad ovest di Genova, la Riviera di Ponente; ad est di Genova, la Riviera di Levante, il litorale è spezzato da rilievi sporgenti, e dai due grandi golfi, il golfo di Rapallo ee il golfo di La Spezia. Numerosi sono i porti naturali, mentre sono rare le piccole isole situate presso la costa.
La Pianura. Le uniche aree pianneggianti, formate dai detriti portati a valle dai fiumi, sono la Piana di Albenga, alle foci del Centa, e la Piana di Chiavari, alle foci dell'Entella, entrambe ricche di colture agricole.
Le montagne. Nella Liguria si uniscono le Alpi Marittime con l'Appennino Ligure, che copre la parte centrale ed orientale del territorio. La montagna diventa sempre più aspra verso l'interno; alcuni pezzi di terra raggiungono il versante padano ( valli della Bormida, dello Scrivia e della Trebbia );i pendii sono meno ripidi e le valli più ampie.
Le acque. La Liguria non ha dei fiumi veri e propri. I brevi corsi d'acqua che scendono dalla montagna al mare come il Polcevera, il Bisagno e l'Entella, in estate sono secchi, in primavera sono ricchi di acque e in autunno causano frequenti straripamenti. Più ricchi di acque sono i fiumi che scorrono verso nord, e diventano affluenti e subaffluenti del Po.
Il clima. Nessun punto della regione è distante dal litoriale più di 30 Km in linea d'aria. Il clima è mite, perchè le Alpi formano una barriera contro i venti del nord, mentre le brezze marine danno frescura in estate e tepore in inverno. Il clima della Riviera di Ponente è simile a quello delle coste dell'Italia centale.Anche nella Riviera di Levante, più ventosa e piovosa, le temperature medie superano di parecchi gradi quelle della costa adriatica, situata alla stessa altitudine. La Liguria presenta due aspetti climatici ben distinti:il versante verso il mare ha infatti un clima mediterraneo,con estati calde e inverno miti; mentre il versante interno presenta inverni più rigidi.Questo perché la presenza delle montagne funge da barriera : protegge il versante marino dai venti freddi provenienti della Pianura Padana e arresta i venti tiepidi che soffiano dal mare,il quale essendo abbastanza profondo,immagazzina il caldo nel periodo estivo e lo restituisce nei mesi invernali.
L'ambiente. In Liguria è sviluppata una vegetazione sempreverde, che è composta da olivi, pini marittimi, cipressi; le palme sopravvivono e sono diffusi gli arbusti che formano la macchia nera. I problemi della regione dipendono sia dalla presenza dei poli industriali di Genova e Savona, sia dall'eccesso di cotruzioni costruite sulle coste per delle ragioni turistiche. Lo spopolamento dell'etroterra favorisce la distruzione delle terrazze, create per favorire le coltivazioni in un paziente lavoro. In questo caso si può fare una duplice distinzione. In base ai due versanti si può notare che il versante marittimo ha una vegetazione mediterranea composta da lecci,mirti,agavi,pini marittimi e cipressi,mentre quello interno ha una vegetazione composta da castagni,faggi e abeti. La seconda differenza si può fare tra il versante di Ponente e il versante di Levante. L'arco Ligure è infatti tagliato a metà in corrispondenza di Genova dalla valle di Polcevera .La tipica macchia mediterranea è ormai diventata piuttosto rara,per cui la riviera di Levante presenta pini marittimi,olivi,ginestre,palme;mentre la riviera di Ponente ha approfittato dell'assenza del gelo per specializzarsi nella floricoltura.
Le comunicazioni. Le principali vie di comunicazioni liguri seguono ancor oggi l' antica Via Aurelia, che congiungono la Valle Padana. Oggi Genova è collegta a Milano e anche all'Autostrada dei Fiori, mentre la Savona-Fossano- Torino garantisce i collegamenti con il Piemonte; da Voltri parte l'autostrada dei trafori che passando per Alessandria e Vercelli facilita i collegamenti con la Svizzera. Le principali linee ferroviarie sono parallele alle grandi arterie stradali.
L'agricoltura. Il settore primario contribuisce con il 2,5 %, alla formazione del reddito regionale. Per il terreno arido e per il continuo spopolamento delle campagne, appena un quinto del suolo viene coltivato. L'agricoltura ligure è una delle più specializzate d'Italia: quasi metà del valore della produzione totale è rappresentata dai fiori e dalle piante ornamentali, e un altro quarto, frutta e ortaggi. Le aziende agricole sono di ridotte dimensioni. La coltivazione dei fiori e delle piante ornamentali, esportati in gran parte all'estero, è sempre più diffusa e redditizia; invece la produzione di ortaggi e frutta è destinata ai mercanti delle grandi città della Pianura Padana. Di grande quantità, ma sempre meno importante, è la produzione di olio e vino. Lo sfruttamento dei boschi per ricavare legna da ardere oggi non è più conveniente. Anche la pesca ha scarsa importanza economica, infatti la Liguria ne produce solo il 3 %. Questo è dovuto alla povetrà delle acque liguri.
L'industria. La maggior parte delle industrie chimiche, meccaniche e di raffinazione del petrolio sono situate nel tratto di costa tra Genova e Savona. L'industria genovese può essere divisa in due settori: la grande, che a partire dagli anni Sessanta ha risentito negativamente della concorrenza internazionale, è stata riconvertita; la media, invece, specializzata in inbarcazioni da diporto, ha avuto delle occasioni più favorevoli. Complessivamente il settore industriale ha perso, riducendo il suo contributo al prodotto regionale, dal 33 % del 1970 al 25,7 % del 1991.
Il Turismo. Il turismo costituisce da tempo, una delle attività economiche più importanti della regione. Già alla fine dell' 800, Sanremo, Rapallo, Santa Margherita e altre località erano dei famosi centri di soggiorno estivo e invernale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il miglioramento del tenore di vita e delle vie di comunicazione, sorsero nelle località della costa migliaia di pensioni, stabilimenti balneari e abitazioni, perchè molti lavoratori, soprattutto piemontesi e lombardi, comprarono una seconda casa dove trascorrere le vacanze. La costruzione di nuovi stabilimenti, però, ha spesso danneggiato il paesaggio e l'affollamento estivo della costa ha contibuito all'inquinamento delle acque, oltre agli scarichi industriali e delle petroliere. Sinora ha approfittato della vicinanza alle città padane,ma la speculazione edilizia e l'inquinamento rischiano di annullare questo vantaggio.Il danno recato dal cemento all'ambiente naturale è ormai irreparabile e non resta che tutelare con leggi rigide quello che rimane ancora da salvare.Per quanto riguarda la lotta all'inquinamento la Liguria è piuttosto indietro rispetto ad altre regioni,che si sono maggiormente sforzate di salvaguardare il territorio.
Aspetto economico. Quasi scomparsa è l'agricoltura tradizionale che prendeva cereali e patate su fondi esigui, su difficili terreni collinari e montani, su strette terazze stappate ai pendii, spesso franosi. Anche lo sfruttamento del bosco , rappresentò nei secoli passati una risorsa pèer gli abitanti dell'entroterra. Il settore agricolo si basa su : l'olivicoltura, le primizie ortofrutticole, i vini rinomati e soprattutto i fiori e le piante ornamentali La Liguria pur essendo la principale regione marina d'Italia dedica ormai poco alla pesca perché le acque si sono impoverite ed è mancata un'adeguata modernizzazione del settore. Il pescato comprende : crostacei e i più importanti i molluschi. La Liguria ha una struttura economica che la contraddistingue nettamente dalle altre regioni del Nord. Il suo attuale profilo funzionale risulta: 2,9% della popolazione italiana, 3,4% del reddito, 2,3% della produzione agricola, 2,9%del prodotto industriale, 6,1% del fatturato turistico.Il reddito pro capite si aggira sui 28 milioni(+ 17% rispetto alla media italiana)
La Liguria in quest'ultimo secolo si è sempre basato sulle attività industriali, commerciali e finanziarie. Delle industrie prevalgono: quelle siderurgiche, raffiniere del petrolio e quelle chimiche. Importante è anche la presenza dell'industria cantieristica.
Fondamentale rimane il settore terziario, dal punto di vista sia dell'occupazione sia dal reddito prodotto. Nel settore delle attività portuali Genova conserva un posto di primaria importanza a livello nazionale e mediterraneo, nonostante un lungo e difficile periodo di crisi, ha operato notevoli ammodernamenti tecnologici per mettere il traffico dei container. Grande importanza conserva il turismo nonostante il grave stato di inquinamento delle coste
Le vie di comunicazioni stradali, autostradali, ferroviarie e marittime sono abbastanza sviluppate e collegano la regione con la Francia, il Piemonte, Piacenza , Parma e la Toscana.
Folclore. Al repertorio di credenze e consuetudini del mondo rurale si rifanno le poche sopravvivenze nelle leggende che parlano di lupi, di streghe, o di Re Magi che la notte dell'Epifania passano sui monti; nelle forme superstiti di medicina popolare; nella religiosità che in passato spingeva i pastori delle Alpi Marittime al santuario di Monte Bego. All'attività peschereccia si ricollega la moderna sagra del paese di Camogli, con la distribuzione di pesce fritto im un gigantesco padellone; all'attività floricola che è base dell'economia dell'Imperiese è legata con funzioni promozionali la 'battaglia dei fiori' di Ventimiglia.
Gastronomia. Il carattere dominante di questa cucina è dato dall'olio fornito dagli oliveti della regione. Tipico è anche l'estesa gamma di erbe aromatiche, di funghi, pinoli, tartufi che vengono usati per condire i minestroni. Su tutta la Riviera si fa grande uso di pesce, sia in frittura si nelle zuppe di pesce o crostacei che presentano varianti secondo le località: dalla bouillabaisse di Vantimiglia, Bordighiera e Sanremo al ciuppin di Savona, dalla zuppa di datteri di La Spezia e di Portovenere alla buridda. Le verdure sono presenti nel capponemagro e nelle torte salate: la tradizionele torta pasqualina e le varie focacce alla salvia, alle olive, ai pinoli ecc.