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Calabria



Calabria

La costituzione geologica della regione


La Calabria è una delle regioni italiane maggiormente colpita da imponenti fenomeni franosi che molto spesso assumono un carattere addirittura catastrofico. La sua costituzione geologica è infatti molto particolare e complessa.
Le Formazioni ignee sono definite dalle carte geologiche ufficiali come 'granito delle serre e della Sila' o come 'granito anfibolo', e sono rappresentate da molte varietà di rocce intrusive dal granito alla quarzidiorite e alla diorite e con passaggi a tipi di quarzo-nonsonitici e monsonitici; a queste rocce sono frequentemente associate delle formazioni filoniane porfiriche anche queste di variegata natura e delle intrusioni pegmatitiche talvolta di notevolissima potenza ed estensione. Queste formazioni ignee le possiamo trovare in gran parte della zona orientale del massiccio della Sila, nella dorsale delle Serre e nel promontorio del Monte Poro partendo da Tropea fino ad arrivare a Nicotera.
Le formazioni metamorfiche sono costituite prevalentemente da rocce sciolte e comprendenti una ricca serie di gneiss, micascisti e filladi. Si sviluppano prevalentemente in corrispondenza della costa tirrenica dove danno origine alla parte occidentale della Sila, la catena litorale da Paola a Lamezia Terme, nell'Altopiano delle Serre, da Maida a Chiaravalle e nel massiccio dell'Aspromonte.
Le formazioni sedimentarie affiorano nella restante parte della penisola calabrese partendo dai margini dei massicci della Sila, delle Serre e dell'Aspromonte fino ad arrivare alle valli che sovrastano questi massicci, alla fascia costiera ed alle poche zone di pianura.

Questo è un semplice quadro generale sulla situazione geologica della Calabria, ma esistono altre cause che determinano le frane in questa regione.

Caratteristiche tecniche delle formazioni goolitologiche

    Secondo P. Nicotera le formazioni geolitologiche della Calabria vengono così suddivise:
  • Formazioni recenti, incoerenti, alluvionali o marine. Sono rappresentate da terreni sciolti ma stabili in quanto situate in zone pianeggianti o leggermente acclivi. Pertanto rappresenta lo stadio finale del ciclo evolutivo del dissesto.
  • Formazioni sabbioso-conglomeratiche, sciolte o semicoerenti. Ne fanno parte le formazioni quaternarie e plioceniche caratterizzate da una composizione granulare sabbiosa con basso grado di coesione.
  • Formazioni prevalentemente argillose, compatte o gessose. Comprendono le argille più o meno sabbiose, le argille azzurre e le marne bianche o foraminifere del pliocene, le argille gessose o sabbiose, le argille più o meno salmastre del miocene. Nella generalità dei casi si tratta di formazioni facilmente erodibili ma nel complesso abbastanza stabili.
  • Formazioni essenzialmente detritiche, in generale stratificate, abbastanza coerenti. Questo gruppo comprende una maggiore eterogeneità. Per lo più sono formazioni regolarmente stratificate in spessori variabili.
  • Formazione 'flyschioidi'. Queste formazioni sono rappresentate da una congerie di depositi marini costieri di origine prevalentemente meccanica. Si ha quindi un assieme di rocce svariate, comprendenti conglomerati grossolani, arenarie finissime; da calcari marnosi a calcari mummulitici; da argille più o meno scagliose a scisti argillosi. Nel loro insieme questi materiali costituiscono un terreno pieno di ondulazioni data la mollezza del materiale.
  • Formazioni sedimentarie spiccatamente lapidee. A questo gruppo appartengono rocce di età del mesozoico e terziario. Si presentano molto compatte, tenaci e stabili, ma per le vicissitudini tettoniche che hanno subito, generalmente si hanno delle fratture che fanno perdere le caratteristiche originarie.
  • Formazioni sericitico-filladiche e rocce ad esse strettamente connesse. Comprendono quasi tutti gli svariati tipi di scisti e sono detti genericamente 'filladi'. Si tratta di un complesso di rocce minutamente scistose, e, nella generalità dei casi, così profondamente alterate e disfatte, con processi di argillificazione così spinti che sono da considerarsi tra le formazioni più instabili della regione calabrese.
  • Formazione scistoso-cristalline e 'rocce verdi'. Appartengono a questo gruppo delle rocce di età paleozoica caratterizzate da una scistosità più moderata, da una grana più grossolana e una più spiccata cristallinità. Comprendono tutti gli svariati tipi di gneiss e micascisti, gli scisti d'inezione e di contatto e le diverse rocce verdi. Presentano una maggiore compattezza.
  • Formazioni granitoidi. Sono le formazioni maggiormente diffuse. Queste rocce, per lo stato di intima sconnessione e tettonizzazione e per il profondo stadio di alterazione raggiunto, sono quelle che maggiormente contribuiscono al grave stato di dissesto che affligge la regione calabrese.
  • Rocce massicce intrusive od intercalate nelle formazioni granitoidi, scistoso-cristalline e filladiche. Questo gruppo è raro nella penisola calabrese e non desta preoccupazioni data la loro forte stabilità.
  • Questa esposizione geolitologica basata sulle caratteristiche tecniche delle diverse formazioni è indispensabile, nella trattazione delle 'zone' e 'bacini', onde poter meglio dedurre i movimenti franosi nel loro aspetto e nel loro grado.
Oltre a essere ricchezza ambientale, il verde pubblico sta assumendo un ruolo importante per il tempo libero dei cittadini. Con piste ciclabili e di pattinaggio e con l’organizzazione di manifestazioni per bambini oltre a concerti e spettacoli teatrali i Comuni hanno, infatti, trasformato i parchi in veri e propri punti di riferimento per l’estate in città.

Sempre un numero maggiori di turisti decidono di trascorrere le vacanze in Calabria, sia perchè la regione sa offrire luoghi incontaminati e bellissimi sia perchè i prezzi sono ancora più bassi rispetto ad altre mete turistiche gettonate come Rimini, Riccione e la Versilia.

Le province della regione Calabria: Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza.