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La civiltà degli Etruschi
Tra il IX e il VII a.C. si assiste al progressivo affermarsi, nel cuore della penisola italica, di un nuovo popolo: gli Etruschi, il cui vero nome, secondo Dionigi di Alicarnasso era Rasenna, che nella loro lingua avrebbe significato 'popolo'; i Greci li chiamavano però 'Tirreni' e i Romani dapprima 'etruri' e quindi 'tusci'. (1)
Sulla loro origine e provenienza non ci sono notizie sicure. Secondo la tradizione, rappresentata da Erodoto, sarebbero emigrati in Toscana dall'Asia Minore (Lidia); secondo una seconda ipotesi, appoggiata dallo storico Dionigi di Alicarnasso, sarebbero invece autoctoni, ossia indigeni del luogo. (2)
Gli storici moderni tendono ad accettare questa seconda ipotesi, non di rado collegando il sorgere della civiltà etrusca alle ultime manifestazioni di quella villanoviana. (1)
L'Etruria si estendeva inizialmente nel triangolo compreso tra l'Arno a nord, il Tevere a sud, e il Mar Tirreno ad ovest, comprendendo quasi tutti i territori dell'attuale Toscana e parte di quelli dell'Umbria e del Lazio. (3)
Da qui gli Etruschi si spostarono sia verso sud, che verso nord, tentando per la prima volta un processo di unificazione dell'Italia. A sud occuparono la zona tirrenica della Campania ove fondarono Capua e dove vennero in contatto con i Greci. Inoltre da abili navigatori si spinsero fino alle coste orientali della Corsica. Parallelamente occuparono buona parte della Pianura Padana e dell'Emilia Romagna ove fondarono importanti colonie come: Fèlsina (l'attuale Bologna), Parma, Misma, Cesena, Rimini, Mantova e Spina. (1)
L'architettura funeraria. Lo stretto rapporto di sudditanza nel quale gli Etruschi si pongono rispetto alla divinità li spinge a privilegiare l'architettura funeraria, in quanto è proprio nel mistero della morte che gli dei manifestano maggiormente la loro supremazia. L'uomo così piccolo e debole in vita, necessita - dopo morto - di un luogo nel quale la sua anima possa continuare a vivere in un ambiente intimo e familiare. E' per questo che la tomba assume tutte le caratteristiche che aveva la casa, della quale ricalca forma e dimensioni. Come una casa accogliente, essa deve contenere cibi, bevande, utensili, volti amici, arredi e quant'altro necessario per fornire allo spirito i generi di conforto che gli dovrebbero consentire di vivere per sempre. Poiché la tomba, al contrario delle abitazioni, è buia le sue pareti dovranno essere vivacemente decorate, affinché la luminosità delle pitture aiuti a contrastare il buio eterno della morte. Generalmente le tombe etrusche sono raggruppate in necropoli, vere e proprie città dei morti situate fuori le mura della città. Le tipologie di tombe sono molto diverse e possono variare soprattutto in rapporto alla collocazione geografica; esse possono essere raggruppate in tre categorie: costruzioni ipogee, costruzioni a tumulo e costruzioni a edicola. Le strutture ipogee sono scavate completamente sotto terra (tombe a camera) o nel fianco d'una parete rocciosa. Tra le molte tombe a camera rimasteci una delle più affascinanti è quella nota come Ipogeo dei Volumni, presso Perugina. Vi si accede scendendo lungo una rapida scala intagliata nella roccia tufacea che dà accesso ad un atrio rettangolare al fondo del quale si trova la camera sepolcrale con le panche in pietra sulle quali erano deposti i sarcofagi. E' interessante notare come tale camera sia posta proprio in corrispondenza del locale che, nelle abitazioni, funge da sala di rappresentanza, dove il padrone di casa riceve gli ospiti. Alla destra e alla sinistra dell'atrio si aprono, simmetricamente, altre quattro piccole camere ipogee (quattro per parte) di forma pressoché cubica. Esse imitano l'organizzazione dello spazio domestico e servono per i riti funerari o come depositi di doni e offerte. Le tombe a tumulo sono così dette in quanto, una volta costruite, vengono ricoperte da un tumulo di terra, in modo da formare una sorta di collinetta artificiale. Tale usanza ha la duplice funzione di identificare il luogo della sepoltura e di proteggere nel contempo l'edificio funerario sottostante. I tumuli, a pianta generalmente circolare, sono sostenuti da strutture di vario tipo appoggiate a una struttura cilindrica detta tamburo. Tale tamburo può essere, come nelle necropoli di Populonia, parzialmente fuori terra e realizzato mediante blocchi squadrati di tufo o, come è in uso a Cerveteri, ricavato scavando il terreno roccioso. Anche le tombe a tumulo si articolano in una o più camere sepolcrali, in relazione alle necessità e, soprattutto, alle possibilità economiche delle famiglie. Le più antiche sono composte da un'unica, vasta camera circolare, solo parzialmente scavata nel terreno, sormontata da una massiccia tholos in pietra. Due esempi tra i più noti di tombe a tholos sono quelli di Casale Marittimo, presso Volterra e della Montagnola nel territorio di Quinto Fiorentino. L'accesso a una tomba a tumulo avviene attraverso l'interruzione del tamburo esterno di contenimento. Da qui si imbocca un corto dromos (una sorta di corridoio) discendente. Il dromos immette a sua volta nella camera sepolcrale che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dall'esterno, è quasi sempre a pianta quadrata o rettangolare. La copertura di tale camera può indifferentemente essere a tholos, piana o anche a spioventi. E' quest'ultimo il caso della Tomba dei Rilievi, nella necropoli della Banditaccia, presso Cerveteri. In essa il soffitto dell'unica camera sepolcrale è in lastre di pietra inclinate, al fine di imitare il soffitto ligneo di una normale casa di abitazione, con tanto di finte travi scolpite nella roccia. Tutte le pareti della camera e i pilastri che ne sorreggono il tetto sono coperti da rilievi molto realistici che rappresentano, in grandezza naturale, svariati utensili casalinghi, per ricostruire intorno al defunto il suo ambiente domestico. Le tombe costruite esclusivamente fuori terra, infine, rappresentano una rarità nel panorama dell'architettura etrusca. Esse, realizzate completamente in pietra, sono quasi sempre di piccole dimensioni e si compongono di un'unica camera. Vengono generalmente chiamate tombe a edicola in quanto hanno la forma di un tempio in miniatura. Ma poiché il tempio altro non è che un edifico a pianta rettangolare coperto con un tetto a due spioventi, esse assomigliano anche alle antiche abitazioni etrusche. La corrispondenza casa - tomba si verifica, in questo caso, mediante il passaggio intermedio del tempio; in un'unica costruzione si concentrano quindi il senso della vita, della religiosità e della morte. Tra le tombe a edicola rimasteci ve ne è una particolarmente ben conservata detta del Bronzetto dell'Offerente presso Populonia. (1) E. Cantarella - G. Guidorizzi, 'La cultura della storia vol.1', Milano 2000, pp. 200 a 202 (2) Enciclopedia 'Omnia 2001' , De Agostani Multimedia (3) G. Cricco - F. P. Di Teodoro, 'Itinerario nell'arte v.1', Bologna 1996, pp. 114 a 118 Per maggiori informazioni Etruschi su Wikipedia. |
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