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Palermo - SiciliaBarocco a PalermoLo stile barocco fu dominante oltre che nella letteratura e nella musica , anche nell'arte e nell'architettura sia europea che di alcune colonie nelle Americhe, durante il XVII secolo e si protrasse sino alla fine del secolo successivo. Manifestazioni del barocco sono presenti nell'arte di quasi tutte le nazioni europee, e particolarmente in Italia e in Spagna, negli insediamenti portoghesi delle Americhe e in altre colonie. Il Seicento è un secolo di conflitti e profonde trasformazioni. Sul piano politico si assiste allo scontro tra l’Impero spagnolo da un lato e le potenze nazionali che si affacciano sull’Atlantico ( Francia, Inghilterra e Olanda) dall’altro. La pace dei Pirenei segna il declino della potenza spagnola e degli Stati italiani legati alla Spagna e l’ascesa della Francia come potenza europea. In Italia, la condanna di Galileo segna la fine di quella libertà di ricerca e discussione che, negli altri paesi, più liberi dall’influenza della Chiesa e della Spagna, fu motivo di progresso e di sviluppo. Nei paesi protestanti, poi, il principio della tolleranza religiosa, affermato dalla pace di Vestfalia, che aveva posto fine alla guerra dei trent’anni, dette origine ad una serie di norme di tutela dei diritti dell’individuo, grazie alle quali si svilupperà la ricerca scientifica e tecnica e, quindi, la Rivoluzione industriale inglese nel secolo successivo. Se, quindi, si deve individuare un elemento comune a tutti i paesi europei, in questo secolo, esso può essere trovato nella consapevolezza della crisi degli antichi modelli e nella ricerca di nuovi, sia nel campo letterario che in quello più strettamente scientifico. Il Seicento è, anche , il secolo delle invenzioni: la scoperta di Galileo dei satelliti di Giove fa tramontare la concezione geocentrica dell’universo ( la terra al centro dell’universo); la scoperta dei crateri lunari dimostra la sostanziale uguaglianza dei corpi celesti e annulla la distinzione tra cielo e terra. La letteratura barocca, perciò, abbandona la distinzione tra generi “ alti” e generi “bassi””, cioè più popolari, proponendo una poesia animata dalla ricerca del piacere e del divertimento. Arte a PalermoPiazza Vigliena. Il centro della città vecchia si trova all’incrocio di due grandi strade rettilinee: il Càssaro (oggi corso Vittorio Emanuele), che risale all’epoca araba e che dalla Porta Nuova, scende al vecchio porto ( la Cala), terminando con la Porta Felice, e la “strada nuova”, inaugurata solennemente il 21 dicembre 1608 e chiamata via Maqueda dal nome del viceré spagnolo che ne aveva ordinato l’apertura. I quattro edifici d’angolo – uno dei quali è la Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini – sono smussati in modo da formare una piazza ottagonale, che prese anch’essa nome da un viceré spagnolo, il marchese Vigliena, ma che è detta comunemente Quattro Canti di città. I quattro prospetti furono innalzati da Giulio Lasso nel 1609 – 1620- ma il completamento delle stature che li ornano richiese molto più tempo – formando un complesso architettonico di grande effetto. Con questo “teatro del Sole”, chiamato così perché battuto tutto il giorno dai raggi solari, i moderni criteri urbanistici venivano applicati alla creazione di un nuovo centro cittadino. Ciascun prospetto è articolato in tre campate su tre ordini: la campata centrale , più larga delle laterali, contiene una fontana con la statua di una delle stagioni e una grande lapide, al primo piano una nicchia con la statua di un re di Spagna ( Carlo V, Filippo II, III e IV) e, al secondo piano, sempre entro una nicchia, la statua di una delle sante protettrici di Palermo ( Cristina, Oliva, Ninfa e Agata) San Giuseppe dei Teatini. Edificata dall'Ordine dei Teatini tra il 1612 e il 1645, si caratterizza per la slanciata cupola, ornata da colonne e con la calotta rivestita da maioliche gialle e verdi a spina di pesce e per la torre campanaria di Paolo Amato. Sulla semplice facciata , mostra un portale a colonne sormontate da una nicchia con la statua di S. Gaetano. L'interno, grandioso a croce latina, ha tre navate divise da 14 colonne monolitiche di marmo , con cupola centrale su 8 colossali colonne binate, e cupolette lungo le navate minori. E’ ricchissima di stucchi e conserva un prezioso crocifisso ligneo di fra' Umile da Petralia, oltre a dipinti di Pietro Novelli ed affreschi del Borremans. Sotto la chiesa, si estende la cripta della Madonna della Provvidenza. Ss Salvatore. Edificata tra la fine del '600 e l'inizio del '700 al posto di una preesistente fondazione normanna, è stata anche adibita ad auditorium per musiche sacre. L’alta facciata è ornata di nicchie e finestre nell’ordine inferiore , e di una loggia, nell’ordine superiore. L'interno, a pianta ellittica e rivestito di marmi, è coronato da una grande cupola, affrescata nel 1709 da Vito D’Anna, con l’Apoteosi di San Basilio. Oratorio di Santa Cita. Attraverso un loggiato tardocinquecentesco, si entra nell’interno, vano rettangolare, tutto rivestito in giro, di meravigliosi stucchi di Giacomo Serpotta, eseguiti a varie riprese tra dal 1688 al 1718, raffiguranti angeli, putti, statue allegoriche e piccole rappresentazioni dei Misteri del Rosario. Chiesa di S.Ignazio all'Olivella. Eretta nel 1598 su progetto di Antonio Muttone, ha una sobria ma solenne facciata a colonne, decorata nel ‘600 e nel ‘700 , fra due campanili. Fu gravemente danneggiata durante la guerra. L’interno a croce latina, ha 3 navate su colonne e contiene statue del Marabitti.. La volta è affrescata da Pietro Novelli. Accanto si trova l’Oratorio di S. Ignazio, edificato nel 1779 ed espressione della tarda architettura barocca, orientata verso il neoclassicismo. San Domenico. Tra i più rilevanti monumenti barocchi di Palermo, fu edificata nel ‘300, ingrandita nel ‘400 e ricostruita nel 1640 su progetto del domenicano Andrea Cirrincione. La facciata è animata da colonne in doppio ordine e statue ed è fiancheggiata da due campanili. Il vasto interno, a croce latina, è a 3 navate su colonne. Al suo interno, vi sono i sepolcri di uomini illustri siciliani , oltre a numerose statue e dipinti. Casa Professa - Chiesa del Gesù. Prima chiesa eretta dai Gesuiti in Sicilia, quasi interamente ricostruita, fu iniziata nel 1564, con la stessa pianta della Chiesa del Gesù di Roma. Poi, fu notevolmente ingrandita con l’aggiunta di cappelle laterali e della cupola, La guerra vi portò gravi distruzioni e quasi tutti gli stucchi e gli affreschi sono stati rifatti. La facciata piuttosto sobria mostra due ordini ed un bell’effetto dato dall’uso della pietra rossiccia su bianco intonaco. In una nicchia sopra il portale vi è la Madonna della Grotta, bella scultura settecentesca. L’interno a 3 navate e a croce latina conserva ornamenti marmorei e pitture del '600 e del '700. Oratorio del Rosario. Decorato da finissimi stucchi del Serpotta, raffiguranti statue allegoriche, ha alle pareti dipinti di Pietro Novelli e sull’altare una magnifica tela di Antoine Van Dyck raffigurante la 'Madonna del Rosario con San Domenico e le Patrone di Palermo'. S. Teresa alla Kalsa. Importante esempio di barocco palermitano, fu edificata a partire dal 1686 , in piazza Kalsa – che viene dall’arabo el khalisa la pura, da Giacomo Amato; all'interno vi sono numerosi stucchi di Procopio e Giuseppe Serpotta. Oratorio di San Lorenzo. La decorazione a stucchi che si trova al suo interno è il capolavoro del Serpotta ed è l’opera più viva della sua maturità artistica. Dieci statue simboliche, tra cui la carità e l’Elemosina, otto piccole storie, tra cui scene della vita di S. Lorenzo e di S. Francesco, e il quadro col Martirio di S. Lorenzo nella parete di fondo, un tripudio di putti festanti e altre statue costituiscono un insieme di grazia ed eleganza Attorno alle pareti sedili intarsiati in madreperla e sull’altare una Natività di Caravaggio, purtroppo rubata. Turismo a PalermoSito Ufficiale: http://www.provincia.palermo.it |
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