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Padova - VenetoPadova ( 213.000 ab.) è un'importante città storica. Ha sempre rappresentato un riferimento sulla terraferma per i signori della laguna. Grande rilevanza ha, in particolare, la sua antica Università. È un centro agricolo di primaria importanza situato in una fertile pianura bagnata dal Brenta. Anche dal punto di vista industriale, Padova è assai sviluppata, godendo di una posizione-chiave per le comunicazioni autostradali con l'Emilia. Monumenti. Ex Albergo Storione (Canton del Gallo). Tra via Municipio e via S. Canziano sorge il palazzo della Banca Antoniana di Padova e Trieste, costruito ove esisteva il palazzo del gallo con l'albergo Storione (1903-1905) che era un grosso immobile costruito sull'area dell'isola del Gallo nel 1899, su progetti contrastati peraltro dagli ingegneri G. Lupati e M. Manfredini. Ostentava su tre lati (il quarto era l'ala del palazzo Municipale su piazza delle Erbe) e aveva prospetti abbastanza imponenti ma convenzionali, a metà fra il conformismo di anonime architetture ottocentesche ispirate ad un vago classicismo e fra una precisa scelta di gusto con parasta scanalate che richiamavano alla facciata orientale del Pedrocchi. Il palazzo lega il suo valore e la sua fama agli straordinari affreschi situati nelle due sale al pianterreno decorate da Cesare Laurenti con danze di fanciulle tra fiori e frutta, nereidi e tritoni inseguenti uno Storione di gusto liberty. Si cercò di salvare tali affreschi, ma la maggior parte andò distrutta ad eccezione di tre pannelli conservati nel nuovo palazzo della Banca Antoniana. Lo Storione quando chiusero il Fanti Stella d'Oro e la Croce d'Oro, divenne il principale albergo della città sino al trasferimento in riviera Tito Livio. Il Canton del Gallo ha conteso per molti anni al Pedrocchi il primato della centralità cittadina. Il palazzo prende nome da un'antica bottega, esistente nei pressi, con l'insegna del gallo. Palazzo Romanin Jacur (ora Libreria Feltrinelli). Il Palazzo Romanin Jacur, risalente al XIV-XV secolo è un edificio molto noto ai padovani che ha subito nel tempo numerose modifiche e adattamenti tra cui pesanti restauri ottocenteschi che hanno fatto si che il palazzo venisse nominato la 'cà d'oro' per i numerosi elementi decorativi che ricordano quelli veneziani. L'aspetto esteriore era ed è ancor oggi, quello di un edificio classico, in parte completato secondo un spirito integrativo di matrice tardo-eclettica; la porzione di facciata che insiste su Riviera dei Ponti Romani è quella manipolata più di recente: questa strada, che oggi accoglie un traffico molto consistente, in realtà coincide con la copertura di un antico canale, il Piovego, su ambo i lati del quale prospettavano i retri di altrettanti edifici che avevano altrove la loro facciata principale. Con ciò il ruolo architettonico di questo edificio non era meno importante di quello attuale nel tessuto della Padova antica; esso è infatti la prosecuzione, stratificata nel tempo, di manufatti di origine romana: durante gli scavi sono state trovate le tracce dell'artefatto portuale che i Latini avevano organizzato lungo le rive di questo canale navigabile collegato al mare. Così il progetto dello spazio libreria nel centro della Padova colta è stato in parte condizionato dalle scoperte che bi sono state effettuate. L'edificio è stato liberato dalle 'incrostazioni' che il tempo aveva aggiunto; per riportare il pavimento del piano interrato alla quota che si supponeva originaria, abbiamo raggiunto le tracce dello stabile romano su cui poggia l'intero edificio. La sistemazione della libreria ha comportato anche alcuni aspetti di restauro nel senso proprio del termine: La liberazione delle antiche strutture lignee dagli interventi successivi e la scoperta con in restauro critico di un importante affresco di cultura arcadica che era stato murato con la trasformazione dell'edificio in deposito. Nelle cantine sono stati rinvenuti oggetti settecenteschi e ottocenteschi (tra cui una vasca da bagno in marmo) che sono tuttora visibili. Palazzo Sala. Il Palazzo Sala fu costruito nel 1507. Fu scartata l'ipotesi di un'attribuzione a Lorenzo da Bologna. Lo schema tipologico è quello tradizionale, ma il significato che assumono i diversi elementi della facciata è nuovo, frutto di una sensibilità architettonica che si muove in direzione cinquecentesca. In fondo al cortile (Rossetti 1780)è presente una statua in pietra di Pagano Sala e nella sala superiore ci sono vari affreschi di Domenico Campagnole. Basilica di S. Antonio. Nacque come mausoleo per la tomba del santo. Chiesa a 3 navate con doppio transetto ampio deambulatorio a cappelle radiali. Caratteristica è il sistema di copertura a cupole su navata centrale, primo transetto, presbiterio e coro, navate laterali volte a crociera costolonata. La facciata ai lati del portale presenta 4 arcature strombate, due ballatoi si estendono per tutta la larghezza della fronte al di sopra delle arcature e della nicchia centrale. All'altezza del 2° ballatoio si imposta il fastigio a capanna con due archetti pensili e lesene al centro del quale campeggia un rosone affiancato da bifore. Navata centrale, 1° transetto e coro voltati da cupole a doppia calotta; la 3°cupola dell'asse centrale è coperta da un tronco di cono con lanterna. Alla 5° cupola esterna corrisponde internamente la calotta absidale. Ai lati della cupola del presbiteri si ergono 2 campanili. Navatelle e deambulatorio sono coperti da tetti a spiovente. Interno diviso in navate da grossi pilastri formanti la campata coperta da cupola e da pilastri intermedi che con i primi sostengono le volte a crociera delle navatelle. Braccio N del transetto occupato da Cappella dell'Arca del Santo, a E della quale si apre la Cappella della Madonna Mora, a N di essa eretta la Cappella Conti, dedicata ai SS.Filippo e Giacomo Minore, detta del beato Luca Belludi, 1372 Cappella di S.Giacomo, detta di S.Felice. Intorno a presbiterio corre il deambulatorio a 9 cappelle radiali, la centrale abbattuta per costruire la Cappella del Tesoro. Grandi pilastri che sostengono le cupole presentano colonnine alveolare negli spigoli. Oratorio di S.Giorgio 1377 - architettura essenziale, a unico vano coperto da volta a botte. S. Agostino (1226). A 3 navate con transetto poco aggettante, concluso da absidi piatte. Tendenza a procedere in linea retta nella zona del coro. Consacrato nel 1303 era il pantheon della nobiltà padovana e segno manifesto di tale prestigio erano le tombe delle più influenti famiglie della città tra le quali Ubertino e Jacopo da Carrara. Chiesa degli Ermetiani (1200). Copertura a carena di nave e pseudo loggia in pietra a 5 archi in facciata e 3 all'angolo sud. Di forma allungatissima è a navata unica confluente a E in 3 absidi. Facciata scompartita da 5 lesene equidistanti, la centrale interrotta dal rosone affiancato da 4 oculi più piccoli. Santa Giustina. Fu sepolto qui il corpo della santa martire Giustina e intorno alla tomba sarebbe sorta una cella di memoria per celebrarne il ricordo e favorirne il culto. Epoca paleocristiana costituita da 2 fabbriche separate da un battistero: a N la prima e la maggiore odierno duomo dedicata a S.Giustina; a S la seconda dedicata a Maria e con funzione di aula per celebrazione di riti eucaristici. 1117 distruzione con terremoto. 1125 ricostruzione con impianto romanico a croce latina e in 3 navate, transetto sporgente, presbiterio sopraelevato e cripta. Tre portali d'accesso. Battistero dedicato a San Giovanni Battista. Portale con piastrini, ghiere e piedritti. Lunetta forse pezzo più suggestivo. Ciclo della Natività sull'architrave accompagnato da versi leonini. Nei pilastri sostenenti l'architrave talune raffigurazioni in nicchie sovrastate da un baldacchino architettonico rinviano a moduli francesi. Ciclo dei Mesi offuscano e rendono meno leggibile il resto del programma iconografico del portale. Fase gotica Cappella di S.Luca. Santa Sofia (1107). Risultato di molteplici sconnessioni e incoerenze. Facciata a salienti propone la scansione interna in 3 navate. Zona centrale si suddivide in 2 parti tramite una cornice aggettante al di sotto della quale un'ampia arcata sormonta il portale maggiore. Un timpano chiude la zona superiore, contraddistinta da due semicolonne in cotto. Ali laterali ornate da arcate cieche con arco a doppia risega. Abside di più ordini: primo archeggiature a doppia risega, cadenzate da semicolonne con capitelli; una cornice divide questo ordine dal successivo che presenta una andamento ritmato da coppie di nicchie a doppia ghiera intervallate da una più bassa arcata; il terzo caratterizzato da galleria praticabile con archi profondi a quadruplice risega sorretti da semipilastri in cotto. Tre navate suddivise da una coppia di colonne e da pilastri ripresi nel presbiterio. Sito Ufficiale: http://www.provincia.padova.it |
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