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Mantova - LombardiaMantova, città di origine etrusca, è collocata nei pressi di alcuni laghi e paludi formati dal fiume Mincio, prima di confluire nel Po. È stata sede rinascimentale di una delle principali signorie italiane, quella dei Gonzaga. Oggi è anch'essa al centro di una ricca area agricola e industriale. Palazzo S.Sebastiano Fu abitato dal marchese Francesco II Gonzaga nel 1500, si trova vicino alla chiesa di S.Sebastiano(L.B.Alberti), casa del Mantegna, quartiere Te. Situato sull'attuale via Acerbi, in passato Via del Principe, il Palazzo è adibito a Museo della città. Le sale contengono sculture, rilievi, frammenti di architetture di proprietà del Comune di Mn, che anticamente si trovavano su diversi edifici delle città. Il museo custodisce e protegge queste opere e renderle sempre visibili a tutti per far conoscere il patrimonio storico e artistico della città. Il Virgilio in cattedra. La statua fu realizzata nel 1200 da uno scultore ignoto, è in marmo rosso di Vr e rappresenta il poeta latino nato a Pietole, che trasferitosi a Roma scrisse le Georgiche e l'Eneide. La scultura rappresenta il poeta nell'atto di scrivere, si riconoscono gli strumenti sul piano dello scrittoio. Anticamente policromatica, la statua è pesante ed è stata spostata più volte: era sul Palazzo della Ragione (antico tribunale) rivolta verso piazza Erbe, poi fu spostata all'interno del tribunale. Nel 1853 era nel Museo Patrio poi nel 1915 nel Palazzo Ducale. Virgilio per i mantovani era un eroe simolo della saggezza e della cultura, doti essenziali per scrivere capolavori e per chi deve governare con saggezza e giustizia la città. L'immagine del poeta compare in alcune monete. Virgilio, seduto in cattedra, indossa un berretto medioevale, ha la barba (nota di autorità), le calzature e l'abito sono tipicamente medievali, non assomigli a un'antico romano. Le pieghe dell'abito cadono dritte e regolari, per sottolineare la solidità della figura. Il viso ha tratti sporgenti. L'unica decorazione sono le piccole balaustre ai lati del sedile. La figura è sproporzionata perchè anticamente doveva essere posta in alto e la percezione delle proporzioni dovrebbe essere stata più regolare. Sul muro del P.del Podestà vi è un'altra scultura di Virgilio simile a questa, viene chiamata 'La vecia' perchè sembra una vecchietta. Trono di Virgilio. Questa sedia in marmo non ha nulla a che vedere con Virgilio, non si hanno notizie della data di realizzazione ne dal luogo di provenienza, le notizie di questo oggetto risalgono al 1700. Anticamente ornata da cuscini, il sedile ha forma perfetta, quasi un mezzo cilindro, la parte anteriore è ornata da grifoni con testa e corpo da leone, orecchie a punta, ali da uccello, artigli di acquila. Il trono potrebbe essere appartenuto a qualche autorità ma non se ne hanno notizie certe. Loggia. Elegante cortile rinascimentale che ospita sculture e rilievi provenienti da edifici situati vicino all'acqua ed evidenziano lo stretto rapporto città-acque del Mincio. Gli Etruschi nel V sec. a.C. abitarono nella zona alta, attuale P.zza Sordello, i Romani fondarono in questa zona un Castrum (accampamento stabile), nella quale si sviluppò il primo nucleo della città. Statue degli Apostoli e Cristo Redentore. Anticamente ornavano Ponte dei Mulini (attualmente strada verso Vr), costruite dallo scultore Tivani, sono in marmo e risalgono al 1700. Sembrano in movimento, trasmettono dinamismo, il corpo piegato a S ricorda le sculture ellenistiche. Compiono gesti, i volti guardano in diverse direzioni, i piedi sporgono dal piedistallo come se le sculture dovessero scendere. Anche le pieghe degli abiti contribuiscono a questo senso del movimento delle figure. Lapide che commemora la costruzione del Ponte dei Mulini. Collocata sul ponte al termine della sua costruzione nel 1190. Altre lapidi commemorano i vari restauri nel corso dei secoli. Nel 1944 fu bombardato. L'iscrizione è in versi latini e ricorda i nomi che governavano all'epoca. In oltre dice che bisogna riconoscere i meriti del committente dell'opera e che la città di Mantova sarà ricca se avrà cura delle opere realizzate. Lapide con iscrizione per l'acquisto del Mulino di Bigarello. In marmo bianco di Vr, proviene dalla casa mantovana di Tristano Martinelli, celebre attore che interpretava arlecchino nel 1600, i versi sono iscritti in dialetto mantovano ed è datata 1618. Questa rara testimonianza della lingua parlata a qell'epoca, simile al dialetto attuale. Vediamo lo stesso Martinelli, vestito da arlecchino, che tiene legato il mulino di Bigarello che ha acquistato, e che vuole tenere legato a se e ai suoi figli. Egli desidera che non venga venduto neppure dopo la sua morte. Tavola con la rappresentazione del territorio mantovano. In marbo Botticino, risale alla fine 1500 inizio 1600. Illustra dettagliatamente i fiumi e le fortificazioni. Fu commissionata dal duca Vincenzo I Gonzaga. Le località di pianura sono presentate con fossati e fortificazioni, le zone dell'alto mantovano hanno rilievi visibili. Un altro monumento espressione rinascimentale di grande arte è il Palazzo Tè, progettato da Giulio romano che fu costruito tra il 1525 e il 1535, per volere di federico II Gonzaga, si pensa che il palazzo venne chiamato così dal nome del luogo, all'inizio della bonificazione dell'area infatti furono fatte due strade ornate di pioppi che formavano la lettera T. Il palazzo non era una sede residenziale, ma un posto per il tempo libero, le feste e le cerimonie. Sito Ufficiale: http://www.provincia.mantova.it |
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