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Otranto una terra ricca di sapori e tradizioniLa città di Otranto è posta nel punto più orientale d’Italia a soli 70 km dalla penisola Balcanica. Non è raro nelle asciutte giornate di tramontana, o alla prime luci dell’alba, ammirare le vette montuose Albanesi o le vicine sole Greche. La StoriaSegnali più forti della presenza umana in Otranto risalgono comunque all’epoca Messapica (da Messapia = terra tra due mari). Infatti i numerosi e vivaci centri dell’entroterra utilizzavano il Porto di Otranto per i traffici con le città greche. Successivamente in epoca Romana diventerà Municipio e batterà moneta. Ma è con la dominazione Bizantina che Otranto assume una grande importanza strategica. Infatti Otranto in virtù della sua posizione geografica era il punto di riferimento per Bisanzio per i propri domini in Italia. La città di Otranto diventa così un ponte naturale che unisce Oriente ed Occidente ed ha nel porto il fulcro principale di questa attività. Nel periodo della seconda dominazione Bizantina, in particolare, rifioriscono le attività commerciali ma anche le arti e le lettere. Il vicino Monastero Basiliano di San Nicola di Casole assumerà un ruolo di primo livello nel mezzogiorno d’Italia per lo studio delle lettere e per la copiatura dei testi. Il monastero aveva una biblioteca vastissima in minima parte fortunatamente oggi salva grazie alla ”razzìa” compiuta dal Cardinale Bessarione che alcuni anni della definitiva distruzione ad opera dei turchi nel 1480, prelevò un gran numero di testi che oggi sono conservati in molti Musei d’Europa. Con la caduta dell’Impero Bizantino Otranto improvvisamente diventerà periferia e comincerà un lungo periodo di decadenza. A dare un definito colpo di grazia alle sorti della città ci penseranno il 28 luglio 1480 i Turchi del sultano Maometto II che col segreto intento di conquista d’Italia pose in assedio alla città di Otranto. Dopo due settimane di bombardamenti l’esercito turco al comando di Achmet Pascià entrerà a Otranto saccheggiando e massacrando i cittadini. Ma non pago del male arrecato il Pascià fece portare il 14 agosto ottocento cittadini adulti sopravvissuti al massacro, sul colle della Minerva chiedendo loro di abbracciare il credo Coranico per aver salva la vita. Unanimemente gli 800 rifiutarono di rinnegare la fede in Cristo e pagarono con la vita la scelta fatta. La lunga storia di Otranto pare ancor oggi si sia fermato a quel 14 agosto 1480. La città non sarebbe più tornata agli albori precedenti e nel territorio salentino il suo ruolo centrale fu sostituito da Lecce. Cosa visitare
I resti dei mariti sono oggi conservati nella Cattedrale della città interessantissima opera di arte Romanica del 1088, con all’interno un mosaico monumentale realizzato da un monaco proveniente del vicino Monastero di San Nicola di Casole. Il mosaico è un albero della vita e si sviluppa per tutta la navata centrale della chiesa divenendo uno delle opere musive più imponenti del mondo.
Altro sito di interesse è la cripta di San Pietro posta in pieno centro storico. La cripta è una delle opere bizantine più interessanti dell’Italia meridionale. Realizzata nella classica pianta a croce greca ha all’interno pareti ricchissime di affreschi risalenti all’VIII secolo. Il centro storico della città è un borgo molto ben conservato con stradine a volte strette che a volte si inerpicano portando il visitatore a scenari di grande suggestione. Non sarà difficile così giungere al Castello di Otranto edificato su alcuni vecchi resti dal Duca Alfonso d’Aragona allorquando, liberata la città dai turchi nel 1481, rafforzò il sistema difensivo della città rifacendo appunto anche il castello. Il Castello è stato utilizzato dal letterato inglese sir. Horace Walpole per ambientare il suo romanzo “Il Castello di Otranto” ritenuto il primo romanzo gotico della letteratura europea. Ma non è solo la città ad essere un autentico scrigno anche le località nei dintorni hanno molti punti di interesse. In particolare Giurdignano, a tre km dalla città, è ritenuto il giardino megalitico d’Europa con numerose testimonianze dell’epoca neolitica con Menhir e dolmen. Lo sviluppo turisticoSono così nati negli ultimi anni numerosi hotel a Otranto, villaggi, nonché bed and breakfast a Otranto e campeggi che offrono servizi di qualità anche al turista più esigente. |
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