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Ancona - MarcheProvincia di Ancona. La provincia di A. (49 comuni; 1940 km2; 437.000 ab.) si estende nella parte centrale delle Marche tra l'Appennino e l'Adriatico: confina a N con la prov. di Pesaro e Urbino, a S con quella di Macerata, a W con l'Umbria (prov. di Perugia), mentre a E si affaccia al mare. Il territorio, in massima parte montuoso e collinare, comprende un breve settore dell'Appennino Centrale; parallelamente all'asse appenninico corre la catena dei monti di Misa, a E dei quali la morfologia digrada in ondulazioni collinari fino alla costa, su cui domina, quasi isolata, la massa rocciosa del m. Conero (572 m). La rete idrografica è costituita da fiumi brevi, a regime torrentizio, che scorrono in valli longitudinali, sboccando nella regione collinare attraverso strette gole e scendendo poi paralleli direttamente al mare. I principali sono: il Cesano, che scorre in gran parte sul confine con la prov. di Pesaro e Urbino, il Misa, l'Esino e il Musone, che nel tratto finale segna il confine con la prov. di Macerata. Le zone pianeggianti sono limitate alle alluvioni delle sezioni inferiori delle valli e alle strette cimose costiere. L'insediamento umano presenta notevoli divari nella sua distribuzione: piuttosto rado nelle zone di montagna e collinari, dove è in atto un processo di spopolamento, si infittisce nella regione intorno al capol., che offre migliori prospettive di impiego. La montagna e l'alta collina sono assai povere di risorse; la morfologia del terreno impone un'agricoltura di sussistenza, cui fa da complemento lo sfruttamento del bosco, d'altronde assai degradato. Colture intensive si hanno nelle piane vallive e sui bassi versanti collinari: si producono soprattutto frumento, ortaggi, frutta, uva e barbabietole da zucchero; diffuso l'allevamento, soprattutto quello bovino da carne. La pesca ha il suo principale centro, oltre che nel capol., a Senigallia, che dispone di buoni fondali anche per imbarcazioni di forte pescaggio. Le industrie sono abbastanza diversificate: fra le alimentari figurano ai primi posti la molitoria, la vinicola e la conserviera; numerose le industrie tessili (lana e cotone) e dell'abbigliamento. La lavorazione del legno (fiammiferi e compensati) è accentrata a Iesi, dove si costruiscono pure macchinari agricoli; Fabriano è il più famoso centro italiano per la produzione della carta. Nel campo della metalmeccanica figurano i cantieri navali del capol., dove sorgono pure fabbriche di apparecchiature elettroniche e di prodotti chimici e farmaceutici. Vi sono sviluppate anche le industrie meccaniche (elettrodomestici), della plastica, dell'abbigliamento, alimentari, dei laterizi e delle ceramiche. Falconara Marittima, in rapida espansione, ha una delle maggiori raffinerie di petrolio di tutto il litorale adriatico; Osimo e la vicina Castelfidardo vanno famose per la produzione di strumenti musicali, in particolare fisarmoniche. Il triangolo A. (con Falconara Marittima)-Senigallia-Iesi va delineandosi come la principale area industriale della provincia e dell'intera regione, favorita dall'abbondanza di vie di facile comunicazione, oltre che dalla disponibilità di acqua e di manodopera. Vanno ancora ricordati il centro religioso di Loreto e la stazione balneare di Numana. Economia. Maggior centro commerciale della regione, esplica buona parte della sua attività di scambi attraverso il porto che in media registra un movimento annuo di ca. 2000 navi in arrivo e in partenza e un traffico di 1.566.000 t di merci. Netta prevalenza nelle importazioni hanno i prodotti petroliferi, diretti alla raffineria dell'attigua Falconara Marittima. Seguono i prodotti agricoli e le derrate alimentari (cereali, semi oleosi, farina di soia), il legname e i concimi (fosfati naturali), mentre rivestono minore importanza minerali e materiali da costruzione, combustibili solidi (carbone), prodotti metallurgici (laminati e rottami di ferro) e prodotti chimici (cellulosa). Più modesto è il valore delle esportazioni (ca. un decimo del traffico totale), sfavorite dalla mancanza di un vasto retroterra e dall'assenza pressoché totale della navigazione di cabotaggio; prevalgono anche in questo caso le derrate alimentari, seguite dalle macchine, auto, autocarri e manufatti vari. Una maggiore capacità di penetrazione commerciale dei traffici portuali si potrà avere quando sarà realizzato il cosiddetto 'porto interno' nei Piani della Baraccola, in via di esecuzione. L'attività peschereccia, ristretta allo specchio d'acqua del Mandracchio, riveste un ruolo importante nell'economia portuale sia in termini di flotta che di addetti. Tra le strutture a terra ad essa collegate vanno ricordati un mercato ittico all'ingrosso, un Istituto di ricerche sulla pesca marittima, un'industria per la conservazione e lavorazione del pesce azzurro e tre cantieri per motopescherecci. Nel campo industriale, il settore più sviluppato è quello navalmeccanico, con due grandi cantieri; stabilimenti metalmeccanici producono tubi e infissi metallici; primaria importanza hanno ancora i settori chimico, farmaceutico, oleario. Tra le altre fonti di reddito sono da annoverare la pesca, il turismo (favorito da buone spiagge) e l'agricoltura che dà cereali, foraggi e in particolare uva da vino (rosso del Conero). Sito Ufficiale: http://www.provincia.ancona.it/ |
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