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Palazzo Tè



Palazzo te In questo palazzo, situato in provincia di Mantova, si può notare come Giulio Romano non lasci uguale spazio tra le varie aperture, in alcuni casi Giulio tende a nascondere le irregolarità, mentre in altri casi si può notare come mette alla luce i conflitti. Questo atteggiamento si può notare in corrispondenza della sala dei cavalli, dove lo scarto dimensionale sempre quasi provocatorio. Palazzo Tè offre un'immagine sfaccettata dell'ordine dorico, come dimostrano i trifogli cadenti, presenti nei due lati del cortile, che possono essere intesi come monumenti allo stato di rudere con alcuni conci penzolanti.
Il bugnato. La caratteristica che distingue Palazzo Tè il modo in cui sono stati accostati i materiali, in questo caso Giulio usa molto spesso il bugnato per articolare le pareti, accostandolo e intersecandolo anche agli ordini classici, così facendo si nota la differenza tra i due stili.
Nelle facciate esterne ovest e nord, la fascia marcapiano separa il bugnato grezzo del registro inferiore da quello liscio del superiore. Per quanto riguarda le aperture il bugnato prende il posto degli altri elementi architettonici nell'incorniciare le aperture. Gli archi dei portali sono inquadrati da raggiere di conci in progressivo risalto che si sovrappongono alla cornice. Lo zoccolo rustico sotto i davanzali delle finestre si prolunga sui piedistalli delle lesene, facendo vedere così un'intersezione fra il bugnato e l'ordine architettonico.
Le pareti del cortile sono in gran parte rivestite con bugne lisce di diverse dimensioni, e vengono poste assai distanziate l'una dalle altre. Il rivestimento a intonaco imita grandi conci di pietra ben squadrati e levigati, accostati a bugne rustiche, questi due elementi si intersecavano anche sulla stessa parete. Inoltre il rustico oltre ad incorniciare i portali si può vedere nelle triplici arcate delle logge.. Nelle quattro colonne d'ingresso c'è un accoppiamento tra fusti grezzi e capitelli accuratamente levigati. I prospetti esterni di Palazzo Tè fanno vedere la differenza del rivestimento bugnato e dell'ordine dorico.
L'architettura di Giulio si può notare all'ingresso dove c'è un'alternanza di architravi e arcate, soffitti piani e volte a tutto sesto. Le camere del palazzo, che sono accomunate dal contorno quadrangolare si differenziano per le dimensioni, i dipinti e le decorazioni, sembra infatti che Giulio voglia marcare le singolarità di ogni stanza e di sorprendere il visitatore nel passaggio da una stanza all'altra Praticamente il bugnato è la caratteristica che distingue il Tè dalle altre ville rinascimentali
Gli ambienti nobili si trovano al pianterreno, mentre al primo piano erano ubicati locali di servizio. Il palazzo è ispirato a modelli classici e si sviluppa attorno ad una corte quadrata Le facciate esterne e quelle del cortile sono costituite da un unico ordine, i semipilastri all'esterno, e le semicolonne all'interno si estendono per tutte e due i piani e sono in stile dorico, con fregio a triglifi e metope Il complesso si apre, tramite una loggia solenne, su un vasto giardino, il quale è attraversato da due assi di simmetria incrociati che accoppiano le facciate All'ingresso si nota come il portale napoleonico sia messo in risalto da due coppie di lesene, le cui lesene sono riproposte alle estremità del palazzo, ulteriormente rafforzate da pilastri. Nella facciata nord la triplice arcata accentua la grandezza dell'asse centrale, il quale non appare inquadrato nei sostegni sostegni verticali Il giardino è concluso da un'esedra semicircolare, della metà del Seicento, a sinistra della quale è ubicato il prezioso appartamento del giardino segreto
Le camere del palazzo. Il palazzo è inoltre formato da varie stanze camere, ognuna delle quali offre un significato diverso, ta queste possiamo ricordare: Ovidio, Delle imprese, Di psiche, Dei venti, Degli imperatori, Dei giganti, Delle vittorie e la Sala dei cavalli.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Palazzo Tè.